Daniel è uno di quei bambini che quando lo conosci, dopo mezz’ora esclami “ma non stà fermo un attimo!?!”
Ogni giorno sgambetta qua e là da quando si sveglia a quando si riaddormenta ed è altamente tecnologico, cioè i suoi giochi preferiti sono smanettamenti vari con cellulari, telecomandi e tastiere del computer…tutte cose insomma che non dovrebbe proprio toccare, ma ne percepisce la presenza nel raggio di chilometri. E come s’impunta perché non glieli vogliamo dare! Sfoggia di quelle crisi isteriche con rotolamento a terra ed urlo indemoniato degni di un attore horror professionista
Oltre a questo, si diletta anche con la pistola del compressore, la tosaerba, il rastrello e tutti rigorosamente originali perché le imitazioni giocattolo che gli abbiamo preso di tutte queste cose, prendono di quei lanci che sembrano missili terra-aria.
La sua preferita però, rimane sempre l’aspirapolvere, con cui ha un rapporto ossessivo-possessivo, io non mi posso neanche avvicinare, deve fare lui…di buono c’è che mi dà di quelle aspirate di pavimento che una colf gli fa un pippa.
Per tenerlo fermo e tranquillo le soluzioni sono due: o l’acqua o la sabbia. In entrambi i casi il risultato è ovviamente disastroso e nel giro di dieci minuti è da prendere e buttare intero nella lavatrice con scarpe e tutto.
Alla luce di questo capirete che non è un bambino facilissimo da sorvegliare, né da far svagare perché non è attirato da nessuno dei comuni giocattoli, lui vuole le cose dei grandi, punto.
Ora capita che sto facendo l’inserimento per portarlo al nido, ovvero per una decina di giorni andiamo lì tutti i pomeriggi insieme, giochiamo, lui comincia ad ambientarsi e un po’ alla volta dovrebbe interagire sempre più con le educatrici e gli altri bambini che esclusivamente con me.
In realtà, è un disastro.
Il primo giorno è andata bene perché s’è incollato allo scivolo e l’ha esplorato, scalato, ridisceso e capovolto in tutte le direzioni consentite dalla gravità.
Il secondo giorno lo scivolo già lo conosceva quindi per i suoi gusti è rimasto…nulla.
Solo palline, macchinine, giochi musicali di ogni tipo, marca, colore e dimensione, ma nemmeno l’ombra di un misero tosaerba! Un posto dimmerda insomma, che ad un bambino non danno il cellulare manco morto e la sabbia non sanno nemmeno che esiste!
Per tre volte è venuto a prendermi la mano per trascinarmi all’uscita, dalla serie “bello bello, ma credevo meglio! Possiamo anche andare”.
L’unica cosa che sembra attirare un minimo la sua attenzione è la radio, però ci sparano dentro quei cd con le canzoncine da bambini, mentre lui è abituato a viaggiare di MTV.
Insomma, al momento sembra che l’asilo non gli offra alcuna attrattiva perché non interagisce nemmeno con gli altri bambini adottando la filosofia del “vivi e lascia vivere”…speriamo bene.













