giovedì, 27 novembre 2008

Ed ecco raggiunta un'altra tappa molto più in fretta di quanto mi aspettassi.

Daniel è un amore.

Non so proprio come possa essere successo a me che di solito sono tendenzialmente sfigatella, ma mi è toccato un bambino meraviglioso.

E’ buono, bravo e bello, sul serio!

La notte dorme, e dorme nel suo letto nella sua cameretta, mangia come un leoncino, ride sempre e a chiunque, se ne stà tranquillo a giocare da solo….non so, giuro che a volte ho il terrore che succeda qualcosa di orribile, perché ‘sta situazione idilliaca mi sembra impossibile che duri.

In ogni caso è uno spasso, starei ore a guardarlo mentre gioca!

Ha imparato a gattonare ed è totalmente imprevedibile: a volte ci mette mezz’ora per fare un metro, si muove come un camaleonte, avete presente? Alza un braccio e dondola avanti e indietro, poggia il braccio alza una gamba e dondola…

Altre volte invece parte spedito che sembra abbia il pepe al culo e generalmente questo succede proprio nei momenti in cui vorrei che stesse fermo un attimo, tipo se vado a far pipì.

Torno e lo ritrovo a metà sala, sfinito, poggiato sulla pancia che mi guarda come a dire “ma dove cazzo eri finita?”

Tenta pure di arrampicarsi, si attacca alle sedie, al divano, a me, qualunque cosa diventa una montagna da scalare. E vedeste come corre con il girello!! Ma corre proprio, e di solito cerca di prendere Kira. Lei, anche se stà russando come un maiale, appena sente il rumore delle ruotine, alza la testa di scatto e corre alla porta per darsela a gambe. Lui la punta come un caccia, esplode a ridere e le corre in contro con le manine tese. Ed da lì è tutto un correre avanti e indietro, lei che tenta di sfuggirgli, lui che tenta di toccarla. Ogni tanto lei gli concede una annusata in testa o si lascia sfiorare il fianco o si fa tirare le orecchie, lui ride a crepapelle.

E’ diventato grandissimo, veste già 12 mesi e mangia che è uno spasso vederlo. In 10 minuti d’orologio si spazzola di quei piatti di roba che io sarei sazia fino a sera, lui invece fa altre due merende prima di cena. Però, nonostante sia un mangione, devo dire che non è un bambino che ingoia ad oltranza qualunque cosa ed in qualunque quantità, lui inforna finchè si sente e poi stop. Molte volte, la sera, ammetto di aver cercato di rimpinzarlo come un tacchino sperando che la notte non si svegliasse a mangiare il biberon, ma niente da fare, arrivato alla sua dose, per quanto abbondante, non c’è verso ti fargli mandar giù un cucchiaio di più.

L’unica cosa che gli manca, oltre alla parola, sono i denti: ZERO. Circa due mesi fa è spuntato l’angolo di una paletta davanti e….. non è cresciuto più di così, nè ne sono spuntati altri, mah,  spero solo che non li butti fuori tutti assieme.

Vi lascio una fotina come richiesto dalla mia cara Fairydawn e spero di tornare presto ad aggiornarnarvi…mamma mia quante cose vorrei dirvi e non ho tempo!

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categoria:daniel
martedì, 25 novembre 2008

Ho ancora flash-back del giorno in cui è nato Daniel, la mia famiglia era andata a passare il week-end sul lago di Garda, mamma non voleva partire, si è rifiutata di muoversi fino a quando non ha saputo l’esito della visita al sabato mattina: tutto invariato.

La notte, quando mi si sono rotte le acque e siamo andati all’ospedale, non ho voluto chiamarli subito, pensavo ci volesse molto più tempo prima che Daniel nascesse, volevo aspettare che arrivasse almeno un’ora decente, tipo che so, almeno le 6 di mattina. Invece, entrata in ospedale, è successo tutto così in fretta che non c’ho capito niente, mio marito ha provato subito a chiamarli ma i cellulari erano spenti. Finalmente ha beccato mio cognato, erano le tre e io ero già in sala operatoria.

Non vi dico mia madre.

Ha iniziato a piangere lì, ed ha smesso tre giorni dopo.

Non si dava pace per essere andata via, per avermi lasciata sola.

Sono arrivati in ospedale non so a che ora, ero intontita dall’anestesia ma non riuscivo a lasciarmi andare nell’oblio, ricordo che in testa avevo una specie di cantilena, come se qualcun altro e non io mi ripetesse nella testa “stanno arrivando, stanno arrivando”.

Ad un certo punto ho sentito nel corridoio la Cavalleria, ho allungato un braccio verso la porta e ho visto mio padre entrare.

Ricordo di aver sorriso e di aver sentito la pace più totale avvolgermi, lentamente sono scivolata nel sonno. Solo dopo mi sono resa conto di aver avuto paura che facessero un incidente dalla fretta di tornare, in effetti c’hanno messo metà del tempo generalmente necessario.

Non la vedevo in faccia, ma sentivo mia madre che mi abbracciava piangendo “mi dispiace” diceva “mi dispiace di non esserci stata quando avevi bisogno” io la tranquillizzavo solo nella mia testa perché la bocca non rispondeva ai comandi.

Di li a poco se ne sono andati tutti (mi hanno detto) e l’ho rivista verso le 7.00 quando è venuta a lavarmi. Aveva una faccia…aveva passato le tre ore che era rimasta a casa, a piangere e guardare l’orologio.

Poi mi hanno portato Daniel, l’ho visto per la prima volta e la cosa più brutta in assoluto e che ricorderò sempre, è il fatto di non aver provato quasi niente.

Ho sempre pensato che la nascita di un figlio fosse il giorno più bello della vita di una persona, invece l’anestesia mi teneva così staccata da me stessa, da non provare nulla, come se non mi riguardasse. L’ho preso tra le braccia e sorridevo e VOLEVO disperatamente amarlo e piangere di gioia, ma era come cercare in un cassetto vuoto, avevo il ricordo delle emozioni, ma non riuscivo a provarle. E’ stato orribile.

Dopo poco ho chiesto che lo portassero via perché non ce la facevo nemmeno a tenerlo in braccio, i muscoli cedevano, sentivo che mi stavo addormentando e avevo paura che mi cadesse.

Per tutta la giornata sono stata fuori uso, non mi sono resa conto di chi è venuto a trovarmi o meglio, a sbirciarmi dalla porta, perché ero in catalessi e volevano lasciarmi tranquilla.

Una cosa che mi ha colpito molto è la gran quantità di persone venute a trovarmi in tutti i giorni di ricovero, non me l’aspettavo davvero ed è stato bello, mi sono sentita coccolata.

 

So che aspettate aggiornamenti e nuovi sviluppi su Daniel che per altro cresce benissimo, ma ci tenevo tanto a condividere con voi questa cosa. A presto.

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categoria:daniel, il pancione della distratta
giovedì, 20 novembre 2008

Ecco, io proporrei di sparare a vista su qualunque donna si permetta di dire una cosa del genere ad un’altra, senza alcuna distinzione.

Credo sia uno dei migliori metodi in assoluto per bloccare il dialogo, per sbarrare qualunque possibilità di interazione, di scambio o di consiglio, insomma, un ottimo metodo per non mettersi minimamente in discussione facendo pure sentire cogliona la controparte.

“Tu non puoi capire, non hai figli” o in alternativa il fax-simile “ne riparleremo quando avrai figli tu, vedrai come cambi idea” sono frasi che mi sono state spesso sbattute in faccia, generalmente in una situazione del genere: il bambino/a rompe per qualche motivo il cazzo, la madre sbuffa, cerca poco convinta di farlo desistere da quel comportamento, alla fine cede e il bambino ottiene quello che vuole. Fin qua, ammetto di non essere assolutamente d’accordo con il metodo, ma ammetto anche di essere per la piena libertà di insegnare  e gestire i propri figli, quindi mai e sottolineo MAI, mi permetto di avanzare critiche ad un genitore che si comporta diversamente da come mi comporterei io, neanche con i miei migliori amici lo faccio.

Ora, quello che mi mette in moto, è il fatto che la suddetta madre, dopo tutto il siparietto, ti guarda con occhi vacui e chiede “che ci posso fare! Non lo posso mica uccidere no?”.

E lo chiedi a me cosa farne ti tuo figlio? Ti stai giustificando? Se senti il bisogno di giustificarti significa che senti di non aver agito per il meglio? Le cose da fare potrebbero essere un milione! Io personalmente sarei molto più dura….e zac! Ti segano le gambe “non puoi capire, non hai figli”.

A’ bella! Va che sei stata tu a cominciare il discorso, se non avevi voglia di parlarne potevi startene zitta! Hai beccato quella giusta che ti asseconda solo per farti contenta!

 

Bene, tutto questo per farvi sapere che adesso che ho figli non è cambiato assolutamente nulla!!! Solo che la frase di rito si è trasformata in “perché è ancora piccolo, aspetta che arrivi all’età del mio e vedrai”

Ma allora mi prendi per il culo!

Cazzo, mica voglio farti cambiare comportamento! Voglio interagire, parliamone, confrontiamoci!

Semplicemente, invece di liquidarmi così, spiegami PERCHE’ hai deciso di seguire quella linea di insegnamento. Non serve tanto, basta dire la verità, ammiro molto chi mi dice “non ho la forza di dirgli no”, “non riesco a lasciarlo piangere”, o anche solo “oggi non ho voglia di incazzarmi” cristo, qualunque cosa va bene, ma spiegami!

“Tu non puoi capire, non hai figli” non è una spiegazione, è una stronzata.

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categoria:visto da me, distratta-il peggio di me
venerdì, 31 ottobre 2008

Eccomi qua care amiche, voi non potete vedermi ma vi giuro che sono tornata in forma quasi perfetta, mi restano da buttar giù solo un paio di culi ed è fatta…opss! Che lapsus: Chili, volevo dire CHILI ovviamente.

Tutto sommato sono contenta perché ho ripreso la mia forma originaria molto più in fretta di quello che m’aspettavo, ma secondo me ha UN FILINO contribuito la frenesia di questo ultimo periodo: non credo di aver mai corso tanto in vita mia!

Tornare al lavoro con un bambino di sei mesi ed un cane che ti aspettano a casa, si è rivelato molto più impegnativo di quanto pensassi. Poi io c’ho sta fissa malsana di voler fare tutto da sola, che se già il bimbo lo lascio alle nonne la mattina, quando sono al lavoro, non esiste proprio che glielo piazzo anche il pomeriggio per fare pulizie&C.

Apro parentesi per tutti i fidanzati che stanno cercando/costruendo il nido: per carità, casa senza scale mi raccomando, piano unico e via, belli tranquilli. Chiusa parentesi.

Ho perfino ripreso a fumare…sigh! Per ora sono a quota 3 sigarette giornaliere, ma le aspetto con tanta ansia e trepidazione da pensare che la situazione peggiorerà nel giro di poco tempo.

Come si fa a riprendere il vizio dopo un anno?

Bè, è molto più facile di quanto possiate pensare, cominciando dal fatto che smettere non è stata tanto una scelta consapevole a livello psicologico, quanto un’imposizione fisiologica (mi veniva da vomitare). Continuando con il fatto che marito e amici fumano tutti e io ero l’unica a rimanere in casa mentre gli altri fuori chiacchieravano. Aggiungerei anche che ho sempre pensato (anche se erroneamente) alla sigaretta come valvola di sfogo della tensione, e in questo periodo c’è n’è da vendere. Insomma…è andata così.

Però tutte le fatiche sono ripagate da tanti momenti belli, come la risata di mio figlio quando torno a prenderlo, vederlo giocare seduto da solo, vederlo letteralmente correre con il girello, vederlo mentre insegue Kira per casa o la felicità pura che gli si legge in viso quando lo porto in piscina.

E’ vero che in giorni come questo, che m’ha fatto alzare alle 4.30, pensare a lui come un trottolino amoroso, diventa un po’ difficile, ma va bè, ci si consola pensando che sono eventi straordinari e che stasera andremo a letto con le galline per recuperare.

E qui è d’obbligo un elogio al mio adorato Ailoviu, perché anche se cerca sempre di glissare ed evitarsi cambi di pannolino, levatacce per biberon ecc, nei momenti più critici c’è SEMPRE e senza bisogno di dirgli niente.

Stamattina alle 5.30, dopo che io già da un’ora andavo avanti e indietro tra camera nostra e la cameretta di Daniel perché si lamentava ed ero infreddolita al massimo, insomma alle 5.30 si è alzato Ailoviu, è uscito dalla stanza, dopo un po’ è rientrato e stava ridendo. STAVA RIDENDO, capite! Alle 5.30 di mattino, dopo essere stato sbrandato, rideva!! Lui, proprio lui, lo stesso uomo che fino all’anno scorso mi mandava a fanculo se alle undici di sera lo svegliavo dal divano per farlo andare a letto! Lo stesso che la mattina non sentiva neanche la sveglia sul comodino e mi ri-mandava a fanculo quando gli davo dei buffetti sul braccio per farlo alzare!

Ecco questo stesso uomo appunto, rideva estasiato ripetendo tra sé “che matto!”.

E’ proprio vero che con i figli cambiano un sacco di cose, ma spesso non sono quelle che ci si aspettava.

E ora, dopo questo post-zuppacchia, in cui c’ho infilato dentro di tutto, a ruota, il mio tempo è scaduto quindi vi devo lasciare, vi racconterò dei progressi di Daniel la prossima volta.

Un abbraccio.

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categoria:distratta-il peggio di me
martedì, 16 settembre 2008

La prossima settimana torno al lavoro, mi sono già fatta fuori cinque mesi!

E quante cose sono successe, il mio cucciolo è diventato un gigante, veste già 12 mesi e c’ha due fettone di piedi da paura.

Ha imparato un sacco di cose nuove: sa tenere il biberon da solo anche se ogni tanto cede e necessita di un aiutino. Adesso si gira e si volta come e quando vuole, pancia sotto, pancia su, non ha ostacoli e da ieri ha pure iniziato i primi tentativi di gattonaggio! E’ bellissimo perché prima poggiava la pancia a terra e dibatteva gambe e braccia tipo tartaruga arenata, nel vano tentativo di librarsi in aria e spostarsi, adesso invece ha capito che deve  staccarsi da terra con la sola forza fisica quindi spara il culo tutto per aria, ma poi non riesce a tirar su le braccia o viceversa…è uno spasso!

Ha preso il suo primo malanno, bronchite e otite assieme, ma è stato bravissimo e non ho mai perso una notte di sonno, neanche quando era pallido pallido con gli occhi ammaccati, che metteva tanta tenerezza.  Adesso ha iniziato anche a mangiare le prime pappe, ma sinceramente non è prorpio contentissimo, anzi credo che l’unica cosa che gli piace di questa nuova pratica, è sputarmi addosso.

La cosa più bella è comunque il momento del bagnetto, ha un feeling spettacolare con l’acqua, addirittura vuole tenere la bocca sotto e se ne sta lì, con la linguetta fuori a sbrodolare. Sabato ha iniziato il corso di acquaticità in piscina e ha sempre riso, schizzato acqua e osservato attentamente tutto, mi ha reso veramente orgogliona! In effetti ho sempre sognato portarlo in piscina e sono contentissima di vedere che gli piace e si diverte.

Per ora vi saluto, mi spiace di non riuscire a seguire il blog come prima, vedremo come andranno le cose quando rientrerò al lavoro…

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categoria:daniel
giovedì, 07 agosto 2008

Niente, qua il tempo passa che manco me ne accorgo e siamo quasi a Ferragosto...Io e Daniel vi auguriamo delle buone ferie, ricche di divertimento e relax!
Noi andremo qualche giorno a Genova, a trovare mia sorella, ma francamente sono ormai mesi che mi sento in ferie! :-P
Un bacione a tutti!

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categoria:vacanze e viaggi
mercoledì, 09 luglio 2008

Al supermercato, in fila al banco dei salumi…

 

Banconiera: Mamma mia come sei ridotta! Cos’hai a casa, un gatto?

Distratta: No, un bimbo di due mesi…

 

Devo trovare il coraggio di tagliargli quelle minuscole, fuggevoli  unghiette.

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categoria:daniel
mercoledì, 02 luglio 2008

I miei due maialini adorati: come si vede sono già entrati in perfetta sintonia!

Ecco il mio fagiolino...

quasi 2 mesi...

 

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categoria:daniel
venerdì, 27 giugno 2008

Mi sembra impossibile, invece Daniel fa due mesi oggi.

2 mesi DUE!!

Stento a crederci, davvero.

Questo probabilmente perché tutto sommato sono passati bene e quindi in fretta, lui è quasi un alieno: mangia, dorme e fa la cacca. Stop.

Ogni tanto si concede una frignatina, ma niente di troppo impegnativo.

Fin’ora non ho perso neanche una notte, si sveglia regolare ogni tre ore, ciuccia e continua a dormire.  Per la verità è da una settimana che mi fa anche una tirata di 6 ore (dalle 20 alle 2). Spesso nel sonno fa pure la cacca, ma non si sveglia neanche quando lo ficco sotto il getto d’acqua per lavargli il culo.

Dorme nel suo lettino e quando è stanco, invece di piangere, si fa un giretto, così ogni tanto lo ritrovo che tenta di buttar giù una bandina con la testa.

Le volte invece che lo lascio piangere un po’ perché vuole stare in braccio a tutti i costi, per calmarlo basta accendere l’aspirapolvere e con il rumore si zittisce subito.

Posso dire che mio figlio è un bambino da passeggio: in passeggino (carrozzina fino ad una settimana fa) nemmeno fiata, lo puoi portare ovunque.

A 15 giorni ha cenato per la prima volta in pizzeria, la settimana successiva alla sagra paesana e nemmeno la musica dell’orchestra è riuscita a tenerlo sveglio. Andiamo a cena fuori praticamente ogni week-end esattamente come prima, e lui dorme per tutto il tempo oppure guarda in giro incuriosito.

Adesso vede bene e, gongolo a dirlo, ha iniziato a dimostrare tutta la sua adorazione per la mamma: spesso lo sorprendo a fissarmi con un sorrisone ebete stampato in faccia.

Mi cerca nella stanza quando sente la mia voce e se ha un po’ di mal di pancia, sta buono solo in braccio mio.

 Ailoviu bestemmia.

Lavora tutto il giorno e quando torna la sera stanco e con la voglia di coccolare il suo bambino, questo gli scoppia a piangere in faccia. Infondo è anche normale, sta con me tutto il giorno!

Ormai siamo entrati in sintonia e riesco a capirlo bene, essere mamma è davvero un’esperienza stranissima e bellissima. Speriamo solo si mantenga così!!

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categoria:daniel
martedì, 24 giugno 2008

Non è una vera e propria depressione post parto, ma ho comunque passato cinque giorni terribili.

Gli ormoni crollano improvvisamente, come se un grosso aspirapolvere li risucchiasse via tutti in un colpo solo ed è psicologicamente devastante, un po’ la somma di tutte le sindromi premestruali non avute nei mesi di gravidanza.

E’ cominciato che stavo ancora all’ospedale, era il quarto giorno e Daniel non aveva ancora mangiato perché io non avevo latte e al nido non gli davano nulla per incentivarlo ad attaccarsi al seno. Lui, piccolo cucciolo, non faceva altro che piangere e io lo seguivo a ruota. Chi veniva a trovarmi lo guardava mentre si mangiava le manine disperato e diceva “mamma mia, quanta fame ha quel bambino” e io giù, a piangere ancora più forte.

L’ultimo giorno di ricovero è stato il più terribile, Daniel dalla nascita aveva perso un sacco di peso e minacciavano di non dimetterlo il giorno successivo se non avesse mangiato, così mi hanno portato una tiralatte a cui sono rimasta attaccata tutto il giorno e tutta la notte. In quaranta minuti riuscivo a tirar fuori appena 10 grammi di latte, avevo i capezzoli in fiamme, avevo la tensione nervosa a ottomila ed ero stanca morta.

Quando la mattina hanno confermato la dimissione di entrambi ho preparato la valigia in 10 minuti, abbiamo fatto tappa in farmacia per il latte artificiale e ce ne siamo andati a casa, dove sono crollata: ho pianto per quattro giorni di fila.

Daniel mangiava e io piangevo al pensiero di quanta fame avesse sofferto in quei giorni.

Frignava perché non riusciva a fare la cacca e io piangevo pensando di averlo intasato con troppo latte.

Mi guardavo allo specchio e piangevo perché mi sentivo LETTERALMENTE una pattumiera, sia dentro che fuori.

Guardavo Kira e piangevo perché non avevo tempo di spazzolarla, stava perdendo il pelo così dovevamo lasciarla fuori quasi tutto il giorno sennò faceva la moquet per terra. Questo forse mi ha fatto piangere più di tutto: la guardavo dalla finestra mentre con le orecchie basse aspettava di entrare in casa e giù a piangere come una fontana!

Un po’ alla volta però ho iniziato a rendermi conto che piangevo per ogni sciocchezza, mi sentivo una stupida e così scoppiavo a ridere con le lacrime agli occhi.

Su tutto questo mio marito è stato MERAVIGLIOSO, non so cosa avrei fatto senza di lui: cercava di consolarmi in tutti i modi, mi abbracciava e baciava spessissimo, mi diceva “Se ti vedo ancora piangere ti picchio così almeno piangerai per un motivo valido!” e io tra i singhiozzi e con il moccio al naso “ma io lo so che non c’è niente da piangere, è che le lacrime scendono da sole e non riesco proprio proprio a trattenerle!”.

Lentamente quindi il senso di oppressione se n’è andato, ho realizzato che mi trovavo in quella famosa situazione di cui avevo letto in tutti i libri e riviste, ovvero il famoso Baby Blues e ho affrontato tutto con molta più calma e serenità rendendomi conto che era una cosa, strano a dirsi, normale. E forse è stato proprio questo il segreto della guarigione, ovvero la consapevolezza di quello che mi stava succedendo e penso che sia una cosa importante, da sapere e tenere presente per tutte le neomamme.
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